• Home Page
  • Collezionismo
  • Perchè farsi socio
  • Archivio
  • Collezioni dei Soci
  • Storia

  •  

    PANATTA


    ADRIANO PANATTA, come un Raffaello o un Caravaggio, dipingeva i suoi incontri di pennellate ora delicate, ora violente; il suo gioco, che nasceva da una magica alchimia, incantava; nelle giornate “buone”, era ad un livello talmente elevato da ridicolizzare un giovane e solido tennista che di lì a poco sarebbe diventato una micidiale macchina da tennis ed il futuro “number one”: Ivan Lendl.

    Il palcoscenico era il centrale del Foro Italico nel primo week-end di ottobre del 1979, l’occasione era la semifinale di Davis: il bell’Adriano fece talmente sfoggio della sua classe, da infliggere un duplice sei-zero finale al frastornato campione cecoslovacco; fucilate secche di servizio alternate a seconde palle lavorate in kick, botte piatte di diritto giocate con impugnatura continentale, micidiali discese a rete di rovescio in back, vero e proprio “marchio di fabbrica” del campione romano, seguite da volées acrobatiche e definitive o da quella superba volée alta di rovescio chiamata “Veronica”, altro suo colpo rappresentativo, il tutto condito da deliziosi drop shot. Questa era la tavolozza dei colori del gioco di Adriano ed il suo pennello era la Wip “Panatta Autograph”.

    Adriano aveva iniziato ad utilizzare la “Panatta Autpgraph” della casa di Borso del Grappa ufficialmente nel settembre del ‘76 in occasione della semifinale di Coppa Davis contro l’Australia; aveva coronato precedentemente i suoi due grandi successi (Roma e Parigi) con un’altra Wip dall’estetica non molto bella, ed il suo marchio Veneto era iniziato sotto non buoni auspici (a causa dell’imposizione della “Competition” in metallo) alcuni anni prima.

    Si trattava, la “Panatta Autograph”, di una bella racchetta in legno, dalla forma filante, resa slanciata dalla “fiamma” di color marrone che si ergeva come una lama di baionetta sopra l’impugnatura di morbido cuoio testa di moro che il nostro Adriano ingrossava sul fondo del manico con diversi giri di cerotto a nastro per rendere la presa più agevole; si dice che l’impugnatura fosse inoltre leggermente conica, perché Adriano la preferiva così. Di certo, le racchette che utilizzava Panatta, oltre ad avere il rivestimento in cuoio diverso da quelle di serie (si trattava di cuoi speciali forniti dalla Zeta Grip, ditta specializzata in questi articoli), avevano sicuramente (come tutte le racchette dei campioni) ben altra consistenza. Ricordo che non erano infrequenti le rotture accidentali di questi telai, che non brillavano certo per robustezza, però il fascino che possedevano, non era indifferente. La “Panatta Autograph” era una racchetta elastica per un gioco morbido fatto di tagli e volées piazzate, non certo per tirare cannonate o per arrotare selvaggiamente la palla; riusciva però, non si sa come, a fiondare dei servizi veloci ed incisivi, forse proprio grazie alla sua elasticità o a quel nome prestigioso stampigliato, in caratteri d’oro, sulla bella lunetta bianca dell’ovale.

    Dopo la finale di Davis dell’80 a Praga, il nostro campione, oltre a sfoggiare al polso un bellissimo orologio nero della Porsche, portò alla ribalta un nuovo modello di racchetta: la Wip “Prestige”; si trattava di una riedizione italiana della famosa Wilson “Jack Kramer Autograph” indirizzata, secondo le intenzioni della casa, ad un gioco più potente all’americana.

    La rivisitazione di racchette conosciute continuò successivamente con la “Panatta Wood-Graphite”: si era nel periodo in cui il legno veniva spesso abbinato ad inserti di graphite per aumentarne la potenza e la robustezza, come il gioco in evoluzione richiedeva; la Head “Vilas” fu la racchetta presa a modello, ma del mitico capolavoro della casa austriaca vi era solo la forma esteriore: il resto era tutt’altra cosa. Adriano vi giocò poco e concluse la sua brillante carriera, non più all’altezza dei fasti passati, con un bel mid-size in legno e composite che mise la parola fine anche alla casa bassanese.



    Panatta

     
    Torna indietro