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    DUNLOP


    La racchetta Dunlop Maxply nasce nel 1932 e fu la massima espressione tra due aziende: la Dunlop e la Maxply, ditta londinese costruttrice di articoli sportivi.
    La stella Maxply iniziò a brillare da subito: Kay Stammers fu la prima nel 1934 a rivestirla di gloria. Seguirono Helen Jacobs, il barone Von Cramm, Drobny, Hoad, Laver (con la quale conquistò i due Grand Slam nel 1962 e 1969), Betty Pratt, Patty Budge, Mike Davies, Trevor Fancutt, Alex Olmedo, Frank Froehling, Suzy Kormoczy, Frew McMillan, Adrian Quist, Ann Jones, Martin Mulligan, Evonne Goolagong, Andreas  Gimeno, Fred Stolle, Pierre Darmon, Tony Roche, Tiziano Maioli, Ilie Nastase, Virginia Wade, Sue Barker, Corrado Barazzutti, Adriano Panatta, Tom Okker, Lea Pericoli, Eddie Dibbs, Virginia Ruzici, Josè Luis Clerc, Phil Dent, Hana Mandlikova, Balazs Taroczy, Cliff Drysdale e tantissimi altri ancora. La sua particolarità era quella di avere intorno alla ‘gola’ tre sottili righe rosse, inoltre, nelle ultime versioni il piatto corde era a forma di cucchiaio.
    Mitico fu il modello Maxply autografato John McEnroe del 1981, ultimo nel suo genere col quale Dunlop avviò sul viale del tramonto il Mito della generazione Maxply. 

    Una nota particolare è data dal fatto che anche nello Squash e nel Badminton furono realizzati particolari telai denominati appunto Maxply, anch’essi adoperati e portati in gloria da grandi campioni. 

    Nel 1983 fu la volta della Dunlop Max 200G destinata a sua volta a diventare nuova icona del tennis mondiale e mito della ‘new generation’ tennistica grazie anche alle mitiche imprese di John McEnroe. Costruita con il processo ad iniezione, possedeva un piatto corde da 85 sq.inches ed un peso di circa 390 grammi che la rendevano elastica, una racchetta che nella sostanza non faceva rimpiangere troppo le caratteristiche del legno. E’ stata anche utilizzata dagli ‘azzurri’ Camporese, Gaudenzi, Cané e Nargiso, ma anche da grandi giocatrici di fama mondiale. Su tutte Steffy Graff e dal 1988 la Navratilova (anche se in realtà la grande Martina nel torneo di Wimbledon 1987 giocò  già con questo telaio ‘camuffato da Yonex’), poi Anne Minter, Naoko Sawamatsu e altre ancora. La sua produzione cessò intorno a metà anni novanta.

    La Dunlop nel corso della sua lunga storia tennistica ha prodotto migliaia di modelli: in legno, in lega metallica, in graphite, kevlar, carbonio e altro ancora, a volte uscendone ricoperte di gloria da duri confronti, come la “300G” usata da Amelie Mauresmo, e altre, vere meteore, cadute nel dimenticatoio, ma sempre oggetti molto ambiti dai collezionisti di tutto il mondo, come le Dunlop metalliche “Elite” e “International”.

    Con il nuovo millennio ritorna la Maxply, ma in versione vintage e realizzata in graphite: la “McEnroe”, usata nel Senior Tour dal campione americano e la “Fifty”, tributando così un omaggio alla leggendaria Maxply.

    La serie ‘Max’ o ‘G’ prodotta per diversi anni è stata sostituita prima con la ‘4D aerogel’ e per ultimo con la serie Biomimetic.
    Nel 2012,  per la gioia dei collezionisti, è ritornata la Max200G autografata dal campione del Senior Tour John McEnroe.

    Dunlop resta senza ombra di dubbio un prestigioso marchio con una grande storia tennistica, probabilmente la più titolata nel mondo del tennis insieme a Slazenger, Spalding e Wilson.

     



    Dunlop McEnroe maxply

    Dunlop Max 200G (J. McEnroe, S. Graf)

    Dunlop Maxpower Competition (S. Graf)

    Dunlop Maxply vecchio mod.

    Dunlop Maxply Fort (newer) – (R. Laver, I. Nastase, J. McEnroe, altri)

    Dunlop Maxply Fort (older) – 01 (R. Laver, I. Nastase, J. McEnroe, altri)

    Dunlop max 200g graphil

    Dunlop Max 200G Pro

    Dunlop McEnroe autograph

    Dunlop One Shaft

     
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